Un quinquagenario (0520-5)

  • tedesco, italiano
  • 1952-04-11
  • Durata: 00:02:42

Descrizione

Comunicato:
Cinquant'anni di storia parlamentare non hanno certo cambiato il carattere, a questo quinquagenario discreto nato con la cupola in testa. Seguendo la guardia notturna scopriamo la sua vita d'ogni... giorno, e certi segreti che la luce nasconde.

Commento:
L'attuale ala ovest fu, dal 1357, il nostro primo palazzo federale. Seguì presto l'ala orientale, e nel 1894 s'iniziò la costruzione del corpo centrale. Nascevano le circonvoluzioni delle cupole,/ s'ammucchiavano gonfi e reboanti i fregi e i frontoni, si definiva il fecondo mondo delle statue. Nell'anno di grazia 1902 tutto era finito! Per la prima volta si riunì l'assemblea federale nel nuovo emiciclo, dove da mezzo secolo si svolge nella pace e nella libertà la vita parlamentare della patria./ Nelle quinte del Palazzo cinquantenne si svolge il dedalo di fili per le traduzioni simultanee,/ si allunga la sequela delle tubature nel sotterraneo, dove seguiamo l'occhio di luce del guardiano notturno. Da cinquant'anni i ventilatori riversano aria nelle sale dei consigli, nelle quali, nonostante l'efficiente impianto di riscaldamento, raramente l'atmosfera è vulcanica./ Svela nel buio il pacifico quinquagenario, gli aspetti che la luce nasconde: andiamo ai piani superiori./ Nasce dall'oscurità la sala del consiglio degli stati, si risvegliano attoniti i personaggi eterni delle Landsgemeinde del pittore Alberto Welti./ Ritroviamo in una sala dei gruppi politici dipinto da mano moderna il vigoroso popolo montano./ Nell'ufficio della presidenza batte la pendola di porcellana di Sassonia regalo di Guglielmo II, accanto al busto dell’architetto del Palazzo, professor Auer. Suo capolavoro è la sala dei passi perduti./ Riposando i nostri rappresentanti se la spassano con la grazia discinta d'un cielo da operetta Viennese. Chi immaginerebbe simile frivolezza in un Palazzo sorvegliato dagli inflessibili Confederati di Vibert? /

Communiqué_0520.pdf
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