Lavaux (1579-1)

  • francese, italiano
  • 1973-11-09
  • Durata: 00:06:19

Descrizione

Comunicato:
Realizzazione Yvan Dalain. Il viaggiatore diretto su Losanna rivive ogni volta un istante d’entusiasmo all'uscita del tunnel di Chexbres. E da qui che lo sguardo spazia sulla regione benedetta dei vigneti del Lavaux. Vive qui una popolazione che è fiera della sua terra. Vignaioli in maggioranza: chissà però fino a quando... Vignaioli, che durante tutto l'anno sono affaccendati nel curare la loro vigna; e non appena interviene nei campi la sosta invernale, devono accudire in cantina al loro vino, vezzeggiandolo come un bambino. Il momento culminante del laborioso operare dei vignaioli dovrebbe essere quello della vendemmia, un'autentica festa. Però quest'anno la grandine si è abbattuta sul Lavaux alla vigilia della vendemmia. Era un'annata che si annunciava eccezionalmente buona: putroppo il 60% del raccolto vernne annientato. Certo l'assicurazione pagherà; ma il denaro non basta a risarcire lo sforzo di chi ha lavorato con tanto amore per un anno intero.

Commento:
All’uscita della galleria di Chexbres, il viaggiatore proveniente dalla Svizzera tedesca si entusiasma ogni volta: v'è chi addirittura butta dal finestrino il biglietto di ritorno, tanto il paesaggio lo affascina. // In questi villaggi, in queste case, vive gente fiera della propria terra: sono quasi tutti vignaiuoli. Per tutto l'inverno spiano il vino che matura in cantina. Lo si sorveglia, lo si vezzeggia come un bambino. Poi, a un certo punto, il vignaiolo diventa critico. Travasa il suo prodotto e lo migliora. Giudica il lavoro di un anno intero. Infine, imbottiglia la sua vendemmia. // Con la primavera, comincia il lavoro nei campi. I ceppi vecchi sono già stati divelti. Così la terra ha potuto riposare. Ora può essere arata, si possono piantare i vitigni. Passeranno anni prima di poter cogliere i primi grappoli e sarà soltanto al settimo anno che i ceppi daranno il loro massimo rendimento. La durata di una pianta è di una ventina d'anni. Nelle vigne in cui non tutte le viti sono state piantate alla stessa epoca i vecchi ceppi sono segnati con un nastro. Saranno sostituiti. // È anche in primavera che si rifanno i muretti di sostegno. // II ceppo è trattato per preservarlo dalle malattie e dagli insetti… esattamente come dice il manuale. // La linfa sta già salendo. Da questo momento, le tinte del paesaggio passano dal rosso ocra al verde. // Foglie e grappoli cominciano a spuntare. // Per la spampanatura si ricorre di solito a mano d'opera della Valle d'Aosta. Durante un paio di settimane, queste donne diradano le singole viti dal fogliame eccessivo, in modo che i grappoli abbiano la maggiore insolazione possibile. II vignaiuolo, e chi lo aiuta, lavorano fianco a fianco. All'inizio dell’estate, regna in questa regione una gioconda atmosfera. // Tutto è pronto. I grappoli possono maturare. Ci vuole sole - anche un po' di pioggia - ma soprattutto sole! // Possono esservi anche guai... La grandine, ad esempio. E stavolta ha picchiato forte! /// Sul posto sono venuti i periti della società d'assicurazione. Tutto sarà risarcito, naturalmente, ma il denaro non è tutto! Esso non può compensare lo sforzo di chi ha lavorato con tanto amore per tutto l'anno.// Avanti, in fretta! Non si deve perder tempo! Chi può dare un colpo di mano dev’essere sul posto. I grappoli lesi dalla grandinata vanno staccati al più presto per evitare rischi di malattie. // L'uva era stavolta eccezionalmente dolce. Le piante s'erano mantenute sane e forti. Tutti allegri in previsione della vendemmia, poiché dove la coltivazione è di un solo tipo il raccolto è sempre una festa: una grande festa... // Quest'anno, però, niente festeggiamenti. Bisogna lavorare in gran fretta, senza sosta, per salvare quanto la grandine aveva risparmiato. // II 60% del raccolto è stato annientato! II resto sarà però di ottima qualità, perché l'uva e dolce e la gradazione alcoolica sarà alta. // Quella del Lavaux e una delle più belle regioni della Svizzera: e quanto ripete chi vorrebbe fermarvisi per sempre. Ma sanno costoro quante lacrime e già costata questa terra? //

Communiqué_1579.pdf
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